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un donatore moltiplica la vita
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Premio Moltiplica la vita 10 dicembre 2012:
con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Un premio per la tua storia

Ciao, Nik!

di Silvia Guarnieri

 

Non è la storia di chi ha subito un trapianto, ma di chi avrebbe voluto donare e non ha potuto farlo o, forse, alla fine l’ha fatto, donando a me la possibilità di crescere e cominciare ad aiutare gli altri per quello che a noi non è stato possibile. È comunque la sua storia: il protagonista è e rimane lui..

Ricordi lontani, un passato che ti riporta ancora qui, per quello che hai fatto, per quello che avresti voluto fare o che potevi diventare, ma non ti è stato permesso dal tempo. Eri vitale, solare e sempre disposto ad aiutare gli altri; condividevi le mie passioni e i miei ideali. A suo tempo eri iscritto all’AIDO anche tu, sostenendo che, se avessi potuto aiutare una persona anche dopo morto, sarebbe stata la cosa migliore che avresti potuto compiere.

Un giorno un mal di testa banale, un’uscita sbagliata dal garage di casa, la macchina graffiata. Sembrava una sciocchezza, ma la mattina dopo sei arrivato da me in ospedale e stavi malissimo. Da quel momento in poi si è scatenato tutto: il ricovero, la rianimazione, l’intervento e la diagnosi di un tumore tremendo che non avrebbe lasciato via di scampo. Hai iniziato una battaglia – lunga, corta... chissà – diciotto mesi e poi alla fine noi abbiamo dovuto rinunciare a te.

Non hai donato. Ero istupidita dal dolore quel giorno; eri morto fra le mie mani, mentre tentavo con il medico di rianimarti. In ospedale nessuno mi ha detto nulla e io non me lo sono ricordato. Dopo quattordici anni di vita insieme una parte di me andava via insieme a te quel giorno.

Sono passati gli anni e ho cambiato posto di lavoro e città. Nel nuovo ospedale ho trovato un ufficio di coordinamento di prelievi organi e tessuti. Mi sono avvicinata, prima incuriosita di come io, infermiera, potessi essere utile; poi, alla fine, mi sono appassionata. Ho cominciato a studiare, a capire e a cercare di fare il meglio che potessi. Ho conosciuto persone, ascoltato storie, asciugato lacrime e mi sono accorta che dentro a tutto questo c’è il lavoro di tanti, che c’è tanta strada ancora da fare, tanta possibilità di crescere anche fra mille difficoltà.

Certo tutto questo non ti riporta qui, ma ti mantiene vivo, perché tu avresti voluto donare, ma non hai potuto. Ogni volta che termino un colloquio con una famiglia e ottengo un consenso a un prelievo di cornee, mi sembra di averti ricordato nel modo migliore, di avere onorato la splendida persona che eri. Lo stesso accade quando parlo con le persone e riesco a far capire loro l’importanza di esprimere la propria volontà in vita; in quei momenti mi sembra di vederti sorridere.

Non tornerai, ma da te io ho imparato e cerco di dare.

Ciao, Nik!