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Premio Moltiplica la vita 10 dicembre 2012:
con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Un premio per la tua storia

Ci vuole cuore per vivere. Il trapianto è vita

 

di Gerlando Gigi Rizzo

Sono un cardiotrapiantato di 60 anni di Palermo; ho ricevuto un cuore in dono circa sei anni fa all’ISMETT di Palermo e sono qui per raccontarvi la mia storia.

Un giorno, all’improvviso, mentre ero in uno studio medico con mia moglie, mio figlio e mia cognata, cominciai ad avere una sudorazione eccessiva e un dolore al petto sempre più forte. Fu subito chiamato il 118; l’équipe mi diede i primi soccorsi e mi portò all’Ospedale Civico di Palermo. Il dolore era sempre più lancinante; cominciai ad avere paura di morire. Se non avessi avuto cure così tempestive, oggi non sarei qui a raccontare questa storia.

I medici e gli infermieri del Pronto Soccorso mi salvarono certamente la vita. Venni poi trasferito al reparto di Emodinamica; la paura era tanta, ma ero fiducioso. Pregavo molto e credo che le mie preghiere siano state accolte dal buon Dio. Fui poi ricoverato presso l’Unità di terapia intensiva-Cardiologia e, dopo una lunga degenza, tornai a casa, purtroppo con consapevolezza che il mio cuore aveva una funzionalità del 20%.

Dopo circa due mesi ebbi il secondo infarto e fui di nuovo portato di corsa all'ospedale. Fui ricoverato con la stessa cura e tornai a salvarmi. Nel dicembre 2004 fui ammesso al protocollo per il trapianto cardiaco presso il Centro Trapianti di Palermo ISMETT. Il periodo non fu breve; tra ricoveri, esami, sedute con la psicologa, attese, giunsi al mese di agosto, quando fui ufficialmente inserito nella lista per il trapianto.

La sera del 4 dicembre 2005, verso le ore 22.30, ricevetti una telefonata da un medico dell’ISMETT. Mi chiese come stavo; io gli risposi che andava tutto bene e che ero in casa a guardare la TV.  Il medico mi disse che era giunto il mio momento. C’era un cuore compatibile e dovevo recarmi subito in ospedale per il trapianto.

Non riuscii a continuare la conversazione; mi colse la paura e mi sciolsi in un pianto dirotto. Mia moglie prese il telefono e rassicurò il medico che saremmo andati al più presto in ospedale. Dopo un giro di telefonate, giunsero rapidamente mio cognato e mia cognata: mi aiutarono a infilare una tuta e il cappotto e mi portarono di corsa in ospedale.

Dopo il ricovero iniziarono tutte le fasi preparatorie per il trapianto. Il cardiochirurgo dottor Mazzitelli mi disse che sarebbe andato in elicottero a prendermi il cuore nuovo; al suo ritorno, alle  prime ore del mattino, avrebbe proceduto al trapianto. Pregai per tutta la notte; ero molto tranquillo e circondato da persone care che mi davano fiducia e coraggio. Alle 7.30 salutai i miei cari; ho ancora in mente il loro sguardo, che mi infuse speranza di vita.

Dopo aver vagato nei cieli celesti per otto ore, iniziai a sentire le prime voci. Mi stavo svegliando e i medici e gli infermieri mi rassicuravano che tutto era andato per il verso giusto. Ero immobile;  tantissimi tubi mi circondavano, ero attaccato a vari macchinari, avevo sete e pazientemente gli infermieri mi bagnavano le labbra. Superate le prime ore, acquistavo sempre più fiducia di avercela fatta. In quei momenti il mio pensiero era per il donatore e i suoi familiari. Da quel momento mi sento sempre in compagnia: un angelo vive con me e mi permette di vivere. Io vivo grazie a Francesco ♥.

Oggi senza la donazione e il trapianto non sarei qui a raccontare la mia storia. Ringrazio pubblicamente il mio amico Totò Riolo, pluricampione di automobilismo, vincitore del campionato italiano "Rally Storici" 2009 per la disponibilità e sensibilità mostrata per fare correre il mio cuore nuovo a duecento all’ora: è il messaggio che porta sulle auto da corsa in tutte le gare. Ringrazio tutti i piloti che sono testimonial “Dona gli organi, il trapianto è vita” e  tutti i gruppi sportivi. Ringrazio la mia famiglia, che mi vuole bene e che mi ha sempre sostenuto nei momenti difficili .

Ci vuole cuore per vivere. Il trapianto è vita. Io vivo grazie a Francesco ♥.